rette parallele
A me basta che procedano insieme fino all’infinito
acida senza conservanti
Tentavo con tutte le mie forze di tagliarla. Era dura, gialla e spessa. Provai a fare leva appoggiando tutto il peso del corpo. Nada, nisba, ciccia. Riuscí a malapena a intaccarla un poco. Non si tagliava. Ero sudata ed alquanto scocciata la verità, mi partiva il treno e ancora non avevo finito di fare la valigia. Nonno mi guardò sorridendo e disse Lascia stare, lo farà tua nonna.
Me ne andai senza pensarci più. Dopo tre giorni mi chiamò mio padre, una telefonata muta, quelle che capisci al volo senza bisogno di parole pesanti e tristi, di inutili parole. Presi un treno. Non respiravo credo. Anzi no, sono sicura, non respiravo. Ripensavo all’ultima frase che mi aveva detto. Nonna era morta da più di due anni.
Lui già sapeva.
Lo que se vé desde fuera es panico y terror. Lo que es de verdad lo sabe solo la gente que lo está viviendo.
Regresas a casa un día cualquiera y te dicen que tu país está patas arriba y no logras comunicarte con nadie, ni con tu familia, ni con tus amigos y las noticias empeoran a cada rato. Es feo como estar en un limbo, sin aire, sin solución alguna que no sea intentar una y otra vez hasta que alguien no conteste. Esto es el terremoto en Chile vivido desde aquí. Eso es estar fuera de casa. Con la idea de regresarte ya, lo mas pronto possible porque lo mas importante, lo por encima de todo, es estar con la familia, malediciendose de estar lejos, asustados de no saber nada.
Chilli’, donde se acaba la tierra, decían los aimaráes. Yo solo sé que Chile es un grande popolo y irá siguiendo para adelante. Que logrará salir de esos días tan espantos con la fuerza y la dignidad que siempre hubo,y con el valor inmenso de trabajar en silencio y sin clamor.
Es toda una lección de vida para nosotros, que aun afortunados de no estar bajo riesgos sismicos tan fuertes, logramos machacar nuestra tierra para que se derrumbe y nos odie tanto como para mataros …y costruir edificios tan malos que se caen sin oponer resistencia alguna.
Así que...FUERZA MACHUCA, Tu puedes, estamos con tigo!
Strappalacrime il titolo del nuovo libro di Stefano Boeri EFFETTO MADDALENA Una vicenda di architettura. Uno, scomoda Proust e mi pare un oltraggio, poi con un occhio attento alle vicende quotidiane di cronaca su tutte le prime pagine dei giornali lo chiama MIRACOLO ITALIANO. L’Espresso pure lo chiama MIRACOLO, ma con tutta un’altra accezione.
Ma citiamo la recensione del libro stesso:
EFFETTO MADDALENA Una vicenda di architettura (e di cronaca giudiziaria)
Progettata e realizzata in soli 15 mesi (con solo 500 MILIARDI), la ristrutturazione dell’ex Arsenale alla Maddalena, in Sardegna, è stata un’impresa memorabile (rimarrá alla storia, una delle nuove meraviglie del mondo dati i costi). Iniziati con lo scopo di ospitare il Summit del G8, gli interventi hanno recuperato, bonificato e convertito a nuovi usi un’area abbandonata e inquinata di 155.000 metri quadri, realizzando il miracolo (solo dopo la resurrezione hanno usato tanto come ora la parola miracolo. Qualsiasi cosa é un miracolo, anche la speculazione rientra a quanto pare in questa categoria) di regalare alla Sardegna uno dei principali poli nautici del Mediterraneo, dotato di infrastrutture per la nautica da diporto, di attività alberghiere (il famoso albergo NEOCLASSICO sull’autostrada), di aree per la formazione e la convegnistica.
Il libro presenta questo straordinario (notare la magnificenza degli aggettivi) progetto raccontando -in una sequenza incalzante di immagini (é un refuso! volevano scrivere arresti)- lo sforzo collettivo degli architetti, degli ingegneri, dei costruttori, degli imprenditori (imprenditori brava gente), dei tecnici, dei funzionari governativi e degli oltre 1600 operai che hanno lavorato giorno e notte (i funzionari governativi ce li vedo proprio a lavorare la notte) per completare in meno di un anno ( e con solo 500 MILIARDI) un intervento destinato a favorire la rinascita turistica e lo sviluppo economico di una porzione di territorio segnata da una lunga sovranità militare. Il progetto architettonico promosso da Stefano Boeri Architetti e la sua realizzazione sono descritti attraverso le immagini di alcuni tra i più noti fotografi internazionali di paesaggio, come Iwan Baan, Stefano Graziani, Armin Linke, Antonio Ottomanelli, Giovanna Silva e Paolo Rosselli. Il volume comprende testi di Guido Bertolaso (evvai, ora fa pure lo scrittore o meglio il critico di architettura),Rem Koolhaas, Renato Soru, Stefano Boeri insieme ad altri contributi che raccontano il “dietro le quinte” di questo miracolo italiano.(ecco…raccontatecelo il dietro le quinte che lo vogliamo sapere.)
Mi chiedo, una volta rubato il rubabile e in pieno scoppio della bomba Bertolaso Appalti Truccati, non era piú dignitoso il silenzio?
I tre fondamenti dell’architettura sono firmitas venustas utilitas. Aggiungerei, Vitruvio permettendo, clarĭtas
Allora agli appassionati 5-6 seguitori del mio blog… UNA NUOVA SFIDA VI ATTENDE. Non esitate! Votate signorinaKIr e seguite le esilaranti avventure di STRNZ umanoide triste e incazzato indomato dal Sistema.
Seguirlo é facile. Basta iscriversi nella web e diventare seguace di STRNZ.
Ricchi premi e cotillons per tutti
ecco il link http://storie.perfiducia.com/user/signorinakir
DAI DAI DAI che ci perdete 5 minuti
e mi fate un sacco contenta
SCADE IL 21 di marzo SU SU
Finalmente ce l’ho fatta. Un mese di ardue fatiche, scoliosi e abbassamento della vista, ma mi sono rimessa à la page. Tre serie di lost in un mese. Mica male!
(ATT QUESTO POST CONTIENE SPOILERS_e non avete visto la 6 serie non leggete!)
Ma veniamo al punto.Secondo me la chiave di lettura dell’intera serie é il dramma umano e familiare degli sceneggiatori. Vivono una specie complesso edipico di proporzioni abnormi e non ne escono in nessun modo. La figura paterna ne esce alquanto bistrattata. Iniziamo dal nostro Jack che cammina in mezzo a noi ma non é uno di noi, mister PrendoLeDecisioniPerIlGruoppoMaSoffroMoltissimo, che addirittura il padre se lo porta dietro in una bara dopo averlo recuperato senza un granché di voglia a Sidney dove Mister Shephard senior si era palesato alla figlia naturelle che aveva avuto in una fuitina extraconiugale, Claire. Claire e Jack poi precipitano nello stesso aereo (questo é meno probabile del fumo nero secondo me). Kate, ribelle selvaggia e mai doma, il patrigno violento lo aveva gasato ed esploso, Hugo é ciccione perché il padre prima di abbandonarlo a 10 anni gli aveva dato un Mars grande come un Toblerone dicendogli che i peccati di gola, ogni tanto fanno bene. Locke ha un padre truffatore che gli ruba un RENE (non la macchina, ma un rene!) e poi lo butta dall’ottavo piano di un edificio, padre di Locke stesso che con il nome di Sowyer truffa la madre di James e spinge il padre di quest’ultimo all’omicidio-suicidio della moglie e il piccolo james a premeditarne l’assasinio che poi compirá nell’isola. AMEN.
E invece la saga del papá cattivo continua. Ben va con gli Altri per colpa del padre violento e uccide con il gas l’intera operazione Dharma padre incluso. Ben che, a sua volta sará odiato da sua figlia, rapita in fasce, per impedirle l’amore adolescenziale con Karl. Miles, che ParlaConIMortiMaLoroNonRispondonoStranoNo?, addirittura nell’isola del 1977 ritrova suo padre che credeva avesse abbandonato lui e sua madre e lo spinge ad abbandonarli di nuovo causa imminente esplosione elettromagnetica FORSE contrastata dall’implosione della bomba a idrogeno…ma non si sa mai…meglio evacuare. (qua apro una parentesi prattiana visto che si citano Mu e Atlantide à gogo. Corto Maltese diceva che se incontri il tuo sosia muori. Miles incontra se stesso bebé di 3 mesi. E non muore. questo non piace per niente).
Il padre peggiora se é possibile nella sua versione di Padre Ricco e Potente. Vedi padre di Sun che fa diventare Jin, che si vergogna a sua volta di suo padre…pescatore povero, uno scaloppino mafioso e Charles Withmore che impedisce a Desmod di essere felice con sua figlia Penny e non si rivela mai come tale, cioé padre AGAIN AND AGAIN a Faraday avuto con Eloise. E non dimentichiamo l’odio di Walt per suo padre. La versione Padre Adottato per caso, o Padre improvvisato, invece capovolge il mood. Vedi Charlie che si occupa di Aaron come fosse suo, Ben fa lo stesso con Alex fino al sacrificio finale. Insomma, quella che sta meglio é Juliet, i cui genitori, pare, abbiano SOLO divorziato.
Tutta questa purga per arrivare a cosa? A tutta una teoria che mi ero fatta sul simbolismo dell’isola come l’esegenesi e vittoria del femminino sacro. Equilibrio generatore, creatore e guaritore posseduto dall’isola stessa che fa alzare i paraplegici e guarisce i tumori, femminino sacro difeso alla strenua dagli Altri. Prima contro Dharma, poi contro chiunque. L’equilibrio poi mutato che impedisce all’isola la fertilitá femminina, nonostante la statua di Taweret (divinitá egizia rappresentante la fertilitá…appunto) che prima troneggiava integra sul mare la rappresenti. Nell’ultimo episodio Sahid non é guarito dall’acqua della madre terra…che non ha piú potere in quanto il suo difensore Jacob é morto ma é POSSEDUTO dallo scarabeo/trasformista/fumo nero/Locke. Quest’ultimo inoltre toglie una pietra bianca dalla bilancia, che dice é il giochetto dell’isola, e la fa protendere per il nero. La bilancia, per me, rappresentava quest’equilibrio.
(inotre, lo metto qua a tipo scommessa… secondo me Richard é uno dei pirati della Roccia Nera)
Ora vi chiederete che mi so fumata.
L’immagine del mio blog é un gentile furto ai danni di Malevič. Malevič non si é lamentato fino ad ora e penso che a questo punto manco lo fará piú. É una rielaborazione del suo trittico chiamato in modo del tutto imprevedibile quadrato nero, cerchio nero e l’ultimo, ehm.. (suspence) ebbene si, esatto, croce nera. Non ve lo apettavate, vero? Un matto Kazimir.
Insomma per Malevič e per il resto del globo terracqueo che queste cose le sa, questi quadri rappresentano l’essenza del suprematismo. Il suprematismo é l’arte fine a se stessa, l’atrattismo tout-court, senza rifermenti alla realtá, l’arte per l’arte (che non fa l’arte al quadrato nda)
Ora secondo me, Malevič dalla lontana Leningrado mi verrá a tirare i piedi mentre dormo stanotte, il trittico dal nome cosí strambo, invece, non é fine a se stesso, ma rappresenta il mondo come lo vedo IO. IO , maiestatis.
(In generale cerco di evitare di esternare queste mie geniali elucubrazioni sulle meccaniche celesti, ma oggi so che ne avete davvero bisogno per sopravvivere nelle prossime settimane di avvento.)
Allora il mondo, quello delle sfere platoniche che si devono unire prima o poi, non é fatto solo di sfere, ma di 3 elementi o categorie. Gli esseri umani sono, quadrati, rotondi o a croce. L’assioma di questo delicato ed innovativo concetto matematico é il famoso, chi nasce tondo non muore quadrato, pronunciato sovente da menti elette e illuminate mentre si alcolizzano sull’aereo che li sta portando a Stoccolma. L’assioma risulta incompleto in quando snobba su due piedi il terzo elemento a croce, reputato neutrale. Potrebbe altresí essere incluso nell’altro famoso assioma, non sparate sulla croce… Ma non divaghiamo.
L’essere quadrato é per antonomasia una persona che sta bene in piedi, non vacilla mai dalle sue posizioni, statiche da morí. É ugualmente proporzionata in tutti i suoi aspetti. Una persona fortunata a suo modo. Quelli che hanno lavoro, macchina, si sposeranno, avranno figli e mobili le Fablier, saranno sempre contenti, non avranno drammi esistenziali e non capiranno mai com’è che l’altra gente, non quadrata, non sia quadrata, appunto.
Il quadrato poi é difensivo, non é facile fare una breccia nella testuggine come ben sapevano i romani. Le geometrie non euclidee negano l’esistenza del quadrato, ma tanté…
L’essere cerchio é un essere mobile, uno che scivola. Ora sta qua, ora sta lá. Mutevole in scelte e prese di posizione. Políticamente potrebbe essere un Rutelli, musicalmente é affine ai Rolling Stones, nelle arti visive é appassionato di Giotto . É impossibile quadrarlo, é difficile da immagazzinare come ben sanno i giapponesi che hanno inventato i meloni quadrati (la scoperta scientifica piú innovativa al mondo) Uno, quando é cerchio, da un colpo alla botte e via.
L’essere croce é quello che mi sta piú a cuore. La croce che é? Si muove? Sta in piedi?
No, ma anche si. L’essere croce é una persona che deve essere trascinata, o fatta rotolare. Non gode dell’autosufficenza dei primi due, ma é reversibilmente mutevole. Non é scontata, non é neutrale.(per esempio,per me, la croce rossa non é belligerante, ma manco neutrale. sta con la vita e mi pare una scelta di campo)
Gode inoltre della posizione nº3 che gli altri due non hanno, quella appesa.
Ognuno si porti la sua croce credo sia, in generale, un invito agli altri per aiutare questa categoria
Trai vari commenti al blogghe c’era questo… che mi sembra meriti piú spazio
quindi ho testé deciso che apro il mio blogghe a chi come Roberto mi ha lasciato nella posta uno psico- monologo che mi ricorda, in versione piú lieve e meno saturata il monologo di Jack in Figh Club. Lí c’era Ikea, qui c’è una mattina qualunque… a Torino
Vado a letto tardi. Quasi sempre. Tranne rare volte, quando alla scelta di prendere o meno la via supina si sostituisce la natura che, al’occorrenza, si manifesta in passeggere perdite dell’udito, svenimenti da terzo mese, morte apparente.
In ogni caso vado a letto tardi. E non per amore del porno ( deprimente) ma per uno dei due seguenti motivi :
Far durare la giornata quanto più possibile per cercare ,o illudersi, di darle un lieto fine, un bacio all’aereoporto all’ultimo secondo o qualcuno che bussa alla porta all’ultim’ora e invece di essere la mostruosa vicina con otto orecchie é george con una bottiglia in mano e due amiche sotto braccio.
Oppure la seconda ipotesi, ma sono sincero se confesso che non riesco a decidermi tra le due, è che avvicinandomi quanto più possibile all’orario di ingresso in ufficio ho meno tempo da sprecare dormendo e meno da dover aspettare prima di una nuova entusiasmante alba vettorial-virtuale-analposturale.
Dicevo dopo le interminabili, solite, inutili e sprecate 6 ore scarse di abbandono produttivo, finalmente e con grande tatto devo dire, il mio nokia n82 , colore nero con dettagli finto carbonio , licenzia con un calcio nel culo i sogni migliori, quelli delle otto, quelli dove in genere è coinvolto anche qualcuno del sesso opposto al tuo, e mette mezzo isolato sulla linea di start.